Il Gasdotto TAP e la Puglia [Trans-Adriatic Pipeline and Apulia]

Il Gasdotto TAP e la Puglia [Trans-Adriatic Pipeline and Apulia]

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Problemi e Scopi

"Il Tap è un progetto volto alla costruzione di un nuovo gasdotto che ha lo scopo di connettere Italia e Grecia attraverso l'Albania, permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dalla zona del Caucaso e del medio Oriente”. L’infrastruttura approda sulle coste pugliesi, in località San Foca (comune di Meledugno, Lecce). 

La Giunta della Regione Puglia con delibera n.1976 del 22/10/13 ha stabilito di dare priorità al processo partecipativo sul progetto TAP, un intervento infrastrutturale di rilevanza internazionale, sul quale è tenuta “a formulare un parere obbligatorio ma non vincolante, considerato che le politiche di approvvigionamento energetico sono in capo allo Stato” (Congedo, 2013, p. 4).

Storia e Geografia

La storia del TAP è un classico esempio di come un interesse di scala internazionale vuole prevalere su un altro di scala locale, secondo un logorato principio per cui un presunto interesse generale equivale alla scala geografica superiore (nazionale o internazionale) mentre quello di scala inferiore equivale a particolare, dunque sacrificabile. L’avvio del progetto inizia nel 2003, quando la “EGL, ora denominata Axpo Italia SpA, società attiva soprattutto nel trading di elettricità, gas e prodotti finanziari energetici, nel 2003 inizia uno studio di fattibilità che si conclude nel 2006 con parere positivo circa la realizzabilità tecnica, economica e ambientale del gasdotto” (link 1). Nel febbraio 2008 “La compagnia di stato norvegese Statoil entra in joint-venture con la EGL dando vita alla TAP AG, società controllata alla pari responsabile dello sviluppo, costruzione e gestione del gasdotto” (Ib.). 

Nel marzo 2009 “Viene siglato un accordo intergovernativo fra Italia e Albania per la cooperazione nei campi dell'elettricità e del gas e che individua il TAP come progetto di interesse prioritario per entrambi i Paesi” (Ib.).

Dal gennaio 2012, quando iniziano i sondaggi marini di fronte alla costa di San Foca, fino al gennaio 2014, periodo in cui la Regione Puglia elabora il suo parere (negativo) dando seguito ai risultati del processo partecipativo svolto nei mesi finali dell’anno precedente, intercorre un periodo di continui dinieghi da parte della Regione, dei suoi enti locali e della sua società civile. Tuttavia Stato Italiano, Unione Europea e settore privato insistono pervicacemente sulla necessità dell’infrastruttura ed impongono, anche facendo ricorso all’uso delle forze di polizia, la propria volontà a procedere con i lavori. Proteste e scontri si sono susseguiti e le operazioni sono tutt’ora in corso [1][2].

La Regione nel periodo in questione era governata da Nichi Vendola, leader di SEL e condidato alle primarie per il centro-sinistra nazionale. Dal 2016 è subentrato Michele Emiliano, esponente scomodo del PD nazionale, anch'egli sostenitore del diniego regionale, si è fatto portavoce di un tentativo di mediazione, di approdo alternativo del TAP presso il porto di Brindisi, senza tuttavia il consenso del sindaco della città, al fine anche di convertire a gas la centrale termoelettrica a carbone di Cerano. L'azienda TAP avrebbe valutato l'ipotesi per poi scartarla perché più onerosa e comunque più impattante di quella di San Foca [2]. 

Soggetti Promotori e Finanziatori

Il percorso partecipativo è promosso dalla Giunta della Regione Puglia sotto la supervisione dell’Assessore Guglielmo Minervini (1961-2016). Per la cura del processo viene ingaggiato un gruppo di facilitatori professionisti affiancato da uno staff di funzionari e tecnici regionali. Per l'OST sono stati reclutati anche una decina di facilitatori e verbalizzatori. Il processo è finanziato dalla Regione ma non sono reperibili informazioni relative all’entità della spesa del processo sul sito dedicato. Oltre alla Regione si è resa necessaria la collaborazione degli enti locali maggiormente coinvolti (in particolare il Comune di Meledugno e il Comune e la Provincia di Lecce) che hanno messo a disposizione sale, attrezzature e personale.

Selezione dei Partecipanti

Lo staff che ha curato il processo è stato reclutato direttamente dall’Assessore Minervini. L’accesso agli eventi partecipativi era aperto a tutti gli interessati. Inviti formali sono stati indirizzati ai dirigenti e tecnici dell’azienda TAP ed ai funzionari dello Stato. Al confronto pubblico era presente Claudio De Vincenti (sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico), Mariano Grillo (Direttore generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente), Giampaolo Russo (Amministratore delegato di TAP Italia), Salvatore Volpe (ingegnere TAP), Pierfrancesco Peppoloni ( Ingegnere TAP), Barbara Lezzi (Senatrice del Movimento 5 Stelle), l’assessore regionale all’urbanistica Barbanente, vari sindaci e tecnici comunali, docenti e ricercatori universitari e molti cittadini. All’OST di Meledugno hanno partecipato circa 220 persone, mentre per l’evento di confronto con il Governo, a Lecce, non è indicata una stima.  

Metodi

L’ Open Space Technology è un metodo di collaborazione che si tiene in incontri di varia durata (da mezza giornata a 2-3 giorni) e può coinvolgere poche persone come alcune migliaia. Si fonda sulle capacità auto-organizzative dei gruppi, aggregati sulla base di interessi e stimoli, lanciati dai partecipanti stessi. La prima fase é plenaria, introdotta dalla domanda generale (preparata dai conduttori) e dalla sollecitazione ai partecipanti ad esporre temi di di discussione, sinteticamente e con una breve esposizione. Le proposte vengono raccolte nella bacheca dell’OST alla quale poi tutti i partecipanti possono iscriversi. Dopodiché si passa al lavoro nei gruppi. I partecipanti vengono incoraggiati a comportarsi nella maniera più libera possibile da schemi ed etichette. Una regola è la massima libertà di movimento, da un gruppo all’altro, inoltre è prevista la possibilità di isolarsi (senza essere considerato eccentrico) o andarsene al buffet quando si vuole e magari lì incontrarsi con altri. Per ogni gruppo si chiede un verbale sintetico auto-prodotto. In certi casi, come in quello di Meledugno, entrano nell'OST dei partecipanti-facilitatori che si suddividono nei gruppi, offrendosi di verbalizzare e/o moderare la discussione. 

Con confronto pubblico, nel caso qui esaminato, si intende un generico incontro pubblico moderato da una figura autorevole, in cui si promuove la discussione e il contradditorio. 

Deliberazioni, Decisioni, e Interazione Pubblica

Il processo si suddivide in 4 fasi:

  1. Accreditamento e informazione. In questa prima fase tutti gli interessati possono accreditarsi per prendere parte al processo (Congedo, p. 5). Viene attivato un sito web dedicato che ospita la complessa documentazione relativa al progetto, i documenti ufficiali, il calendario degli appuntamenti, l’archivio della rassegna stampa, un forum (solo 2 discussioni attivate e non partecipate) con la possibilità di scrivere e richiedere informazioni o inviare pareri. 

  2. Ascolto. “Si sviluppano incontri preparatori con le varie categorie di soggetti interessati e si attua un Open Space Technology: un evento di ascolto delle comunità locali aperto a tutti [...] per individuare i nodi problematici relativi all’infrastruttura. I risultati dell’OST sono narrati in un instant report (Congedo, 2013), la sintesi dei nodi è tradotta in una tabella delle criticità, per l’organizzazione del confronto successivo” (Ib.). 

  3. Confronto. “Si svolge il confronto pubblico sulle criticità emerse, che può concludersi con la constatazione della convergenza sulle singole criticità oppure con la ratifica delle divergenze. In questo caso, è valutata la possibilità di avvalersi di un ulteriore contributo terzo da parte di esperti di elevato livello scientifico” (Ib.).

  4. Sintesi finale. “I risultati del processo partecipativo confluiscono in un documento di sintesi che viene trasmesso agli uffici regionali preposti alla stesura del parere e al competente Ministero” (Ib.). 

In seguito alla prima fase, in cui si raccolgono diverse registrazioni, ma nessuna discussione via web, si svolge l’OST di due giorni, dal pomeriggio di venerdì 29 novembre fino alla mattina di sabato 30 novembre, a Meledugno, negli spazi dell’Oratorio S. Antonio di Borgagne. L’OST si basa sull’autorganizzazione. Non ci sono relatori. I partecipanti si dividono in gruppi di lavoro per approfondire i diversi aspetti connessi alla domanda generale “Tap o Notap. Quali valori e quali problemi?” (Ib., p.6). Nell’assemblea plenaria iniziale, dopo le presentazioni del sindaco, dell’assessore regionale e quella metodologica del curatore, si dà avvio alle proposte tematiche che vengono affisse sulla bacheca centrale. Per ogni tema si forma un gruppo che si reca nello spazio appositamente dedicato per discutere. Il primo giorno si sono tenute due sessioni. Una dalle 16:45 alle 19:00 con 8 gruppi di lavoro e la seconda dalle 19:00 alle 20:00 con un solo gruppo di lavoro (Ib.). Si possono contare più di 220 persone. 

Non sono reperibili rapporti sulla giornata del sabato seguente.

I cittadini, tra cui alcuni funzionari/tecnici regionali e locali, docenti, fanno emergere diversi punti critici riguardanti: valutazioni archeologiche mancanti, studi geologici mancanti sul tratto a terra, preoccupazioni sull’impatto sul turismo, per il consumo di suolo dovuto alla “depressurizzazzione del gas”, assenza di passaggi autorizzativi a livello locale (commissione comunale paesaggio), scarso numero di posti di lavoro (30-40) promessi, si prospettano successive inquietanti espansioni industriali nell’area, a vocazione agricola e turistica. Emergono anche vari sentimenti di rabbia dovuti ad anni di mobilitazione pregressa dei cittadini e pareri negativi delle amministrazioni locali. La strategia di Minervini che traspare dai suoi interventi nel gruppo di lavoro, è quella di aggiungere ulteriori espressioni di scontento e contrarietà, ad argomenti tecnici già rilevati e presentati (Congedo, p. 36). Non ci sono nodi conflittuali tra i partecipanti ma notevole convergenza, l’evento sembra quasi dedicato ad una raccolta di lamentazioni. Non sono infatti presenti funzionari statali né tecnici del TAP.

L’occasione di confronto si presenta il 27 dicembre 2013 nella sala “Officine Cantelmo” di Lecce. L’incontro è moderato dall’assessore Minervini, ed è stato articolato in 3 sessioni tematiche: 1) le strategie energetiche italiane e le politiche di approvigionamento con interlocutore privilegiato i rappresentanti del Governo; 2) criticità tecniche emerse dal progetto con interlocutore privilegiato i membri della società TAP Italia; 3) impatti del progetto sullo sviluppo locale.

Nel confronto c’è stato uno scambio di argomentazioni, domande e battibecchi talvolta serrati e virulenti tra i partecipanti. I membri del governo e del TAP hanno cercato di fornire spiegazioni, per la maggior parte tecniche relativamente a carenze e punti poco chiari. Da notare che un gruppo di lavoro accademico dell’Università del Salento (Lecce) ha individuato come San Foca, la località dell’approdo, il punto con il maggiore rischio e impatto ambientale, in cui poteva arrivare il gasdotto (Confronto, p. 35-36).  Le conclusioni sono state lasciate al sottosegretario De Vincenti, che con le migliori intenzioni ha spiegato, come aveva già fatto all'inizio, che l’opera è strategica ma che il Governo vuole che l’interesse generale si sposi con “l’interesse dei territori, con l’interesse locale” (Ib., p. 36); che ciò che è stato detto nel confronto, e tutti i rilievi critici evidenziati saranno presi in seria considerazione e valutati durante la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) nazionale in corso e che dunque avrebbero tenuto conto della discussione della giornata nelle proprie decisioni (Confronto, p. 36). 

Infine il Comitato VIA della Regione Puglia, nella seduta del 14 gennaio 2014, raccolte tutte le osservazioni delle associazioni, delle province e dei comuni interessate e i risultati del processo partecipativo, tenuto conto delle carenze informative e degli studi d’impatto inesistenti sull’ultimo tratto di collegamento con la stazione di smistamento della SNAM di Mesagne, esprime, in un documento di 37 pagine, il proprio parere, anch’esso fortemente negativo (Comitato VIA, 2014).

Influenza, Risultati ed Effetti

Il processo si sviluppa in un periodo in cui il dibattito pubblico sul TAP, spontaneo e vivace, aveva già coinvolto, dopo almeno 2 anni di  discorsi, quasi tutta la società salentina e le dirigenze regionali. Come annotato al punto precedente, pare che Minervini abbia cercato, attraverso l’attivazione del processo, da un lato di assicurarsi una verifica sulla convergenza netta delle posizioni locali contrarie al TAP, dall’altro di aggiungere tale “prova” alle osservazioni e al parere tecnico, già negativo, espresso dalla sua amministrazione, da quelle locali e da tante associazioni della società civile. Stranamente non appaiono agli atti disponibili, alcune osservazioni da parte delle associazioni delle categorie economiche e sindacali. 

Non si può dire che il processo partecipativo abbia dato un contributo chiave, che abbia influito in qualche maniera, sull’esito complessivo della vicenda. 

Vi sono stati ricorsi e contro-ricorsi, fino ad oggi [2]. Sono cambiati i governi, ma alla fine il TAP è in costruzione con una imposizione dall’alto, anche se è ancora fortemente ostacolato. Sicuramente i costi sociali, amministrativi, economici (visti i ritardi e le risorse investite nelle pratiche giudiziarie) dell’azienda TAP stessa, sono lievitati e continuano a farlo. Saranno tutti i cittadini, a scala nazionale, questa volta, a farsene carico? E così l’interesse generale si sposa con il disagio locale. 

Analisi e Lezioni Apprese

Proporre modelli di governance ottocenteschi, nazionalistici, in cui il locale può essere sacrificabile per un presunto interesse generale, nazionale o internazionale, tra l’altro mai verificato democraticamente, è un punto chiave che la filosofia della democrazia partecipativa non considera accettabile. Fin dall’inizio dell’accordo internazionale, le comunità locali non sono mai state coinvolte nel progetto ed hanno dovuto subire la scelta solo nella fase finale, tramite le procedure burocratiche, dalle quali, ancora una volta sono state escluse. 

Tuttavia, restando all’analisi dell’utilizzo degli strumenti partecipativi in questo caso impiegati per la definizione del parere dell’ente regionale, vista la prevedibile scontatezza e debolezza degli esiti, si sarebbe potuto ampliare la scala geografica della discussione, anziché chiudersi nel locale. Tale strategia, includendo soggetti provenienti da altri territori, extra-regionali (magari organizzando direttamente l’evento a Roma) avrebbe “sfidato” il leitmotiv governativo e avrebbe dato modo di verificare le ragioni del diniego locale con soggetti meno ‘interessati’ dall’impatto del gasdotto; costringendo anche chi stava a guardare, categorie economiche comprese, ad esprimersi. Sarebbe stato più rischioso e più oneroso, ma il risultato avrebbe avuto più probabilità di apportare nuove idee di mediazione o di ampliare il discredito nei confronti del governo. In tale occasione, si sarebbe anche dovuto discutere sull’approccio di governance ‘ad imperio’ che questo progetto impone e magari proporre nuove formule e principi di governo e tutela del territorio che garantiscano la massima autonomia e determinazione delle volontà locali rispetto alla salvaguardia del proprio territorio, rispetto allo Stato. Un dibattito nazionale ed europeo su questo tema è urgente e il caso TAP avrebbe potuto essere un apripista, un caso concreto da cui propagare grandi cambiamenti.

 

Fonti Secondarie

Congedo F., Gelao A., Pignatelli G. (2013), Il Gasdotto TAP e la Puglia, OST “Evento di ascolto delle comunità locali”, 29-30 novembre, Instant Report, Borgagne in Meledugno 

Confronto pubblico tra comunità locali Governo nazionale e TAP (2013), Report del 27 dicembre, Lecce.

Comitato VIA Regione Puglia (2014), Parere della Regione Puglia sul TAP, 14 gennaio. 

Collegamenti Esterni

  1. La Puglia che partecipa > http://partecipazione.regione.puglia.it/index.php/argomenti/tap-il-gasdotto-trans-adriatico-in-puglia/cronistoria

Note

[1] Palmiotti D., Guerriglia “no Tap” contro il cantiere del gasdotto in Puglia, Il Sole 24 Ore, 2/5/2017 > http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-05-02/guerriglia-no-tap-contro-cantiere-gasdotto-puglia-130116.shtml?uuid=AEF1NqEB&refresh_ce=1 (ril., 17/8/17).

[2] Per una cronistoria dettagliata vedi Romano A., Zitelli A., Gasdotto TAP e proteste: cosa succede in Puglia, Valigia Blu, 1/4/2017 > http://www.valigiablu.it/tap-gasdotto-puglia/ (ril., 17/8/17).

 

Case Data

Overview

Location

Geolocation: 
Meledugno Meledugno
Italy
IT

History

Start Date: 
Monday, October 21, 2013
End Date: 
Thursday, December 26, 2013
Ongoing: 
No
Number of Meeting Days: 
2.00

Process

Facilitation?: 
Yes
If yes, were they ...: 
Facetoface, Online or Both: 
Face-to-Face
Type of Interaction among Participants: 
Decision Method(s)?: 
If voting...: 
[no data entered]
Method of Communication with Audience: 

Organizers

Who paid for the project or initiative?: 
Regione Puglia
Who was primarily responsible for organizing the initiative?: 
Who else supported the initiative? : 
comune di Meledugno, Comune di Lecce, Provincia di Lecce
Types of Supporting Entities: 

Resources

Total Budget: 
[no data entered]
Average Annual Budget: 
[no data entered]
Number of Full-Time Staff: 
3
Number of Part-Time Staff: 
16
Staff Type: 
professionals and public servants
Number of Volunteers: 
[no data entered]

Discussions

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